venerdì 9 febbraio 2024

San Matteo e l'Angelo - Chiesa di San Luigi dei Francesi

 

San Matteo e l’Angelo

Olio su tela - 295×195 cm


“L’Angelo che appare a San Matteo” è una delle tre opere che compongono il ciclo pittorico destinato alla cappella Contarelli, ubicata all’interno della chiesa di San Luigi dei Francesi in Roma, realizzata dal Caravaggio tra  il 1602 e il 1603  e commissionata dagli eredi del cardinale Mathieu Cointrel (italianizzato in Matteo Contarelli).

Nel dipinto, si può vedere San Matteo seduto a un tavolo, intento a scrivere, mentre un angelo gli appare da dietro, mostrandogli la verità divina. La luce radente mette in risalto le espressioni facciali, le mani e gli abiti, creando un forte contrasto tra le zone illuminate e quelle in ombra. Caravaggio utilizzò modelli reali per i suoi dipinti, rendendo le scene più vicine alla vita quotidiana. La scelta di angoli di luce e composizioni dinamiche conferisce al dipinto un senso di teatralità e coinvolgimento emotivo.

 Il pittore realizzò due versioni di San Matteo e l’angelo; nella prima, San Matteo ha le sembianze di un uomo rozzo e inconsapevole che, stupito, si lascia guidare la mano da un angelo paziente il quale, rimanendogli accanto, in piedi, lo aiuta a scrivere il suo vangelo.

Secondo alcuni studiosi, la tela fu contestata e quindi rimossa dall’altare maggiore subito dopo la sua collocazione. Essa fu ritenuta volgare a causa dell’aspetto grossolano che l’artista aveva imposto al santo. Altri invece, sostengono che lo stesso Caravaggio, resosi conto del sottodimensionamento del dipinto rispetto al vano a cui era destinato, e del contrasto della composizione rispetto alle regole di centralità dettate dalla Controriforma in merito alla rappresentazione dei martiri-eroi, avesse deciso di proporre un’alternativa.

In questa seconda versione, San Matteo ha un aspetto diverso, più distinto. Anche se, secondo la tradizione, è un ignorante ed un non così fervido credente; risulta sorpreso ma non inconsapevole, perché è ispirato ma non guidato. San Matteo ha un’aureola accennata, è a piedi nudi. Ha la gamba sinistra sopra uno sgabello traballante, poiché è intento a scrivere.

L’angelo lo sorprende con il suo arrivo, tanto da fargli perdere l’equilibrio mentre si gira per guardarlo. Il messaggero lo aiuta dettandogli le parole divine. Con la posa delle dita è chiaro che tiene la conta, nell’elencargli la genealogia di Cristo. Lo sguardo di Matteo è vivido, attento, devoto, rispettoso. E’ in attesa di cogliere il sacro verbo con la sua mano pronta che impugna una penna.








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