San Giovanni Battista
olio su tela - 129×94 cm
Il dipinto, un olio su tela, fu realizzato nel 1602 ed è esposto a Roma nei Musei Capitolini. Caravaggio lo dipinse per un parente del cardinale Mattei, quando risiedeva presso quest’ultimo, per festeggiare l’onomastico del suo figlio maggiore, Giovanni.
Questa opera esiste in due versioni quasi identiche, entrambe ritenute dell'artista. Entrambe le versioni si trovano a Roma; l'altra è esposta nella Galleria Doria Pamphilj.
L’opera rappresenta un giovinetto nudo, sorridente che posa di fianco, ma con il viso rivolto verso lo spettatore. I richiami allo stile classico sono evidenti: lo studio dei volumi, il busto leggermente torto, il fatto che venga esibita la nudità senza alcun scrupolo.
La stessa posizione si ritrova dei corpi nudi della Cappella Sistina di Michelangelo e per l’uso dei chiaroscuri l’influenza di Annibale Carracci è evidente.
L’inventario di casa Mattei non riporta alcun titolo per questa tela per cui è abbastanza difficile individuare l’identità del soggetto rappresentato. La presenza dell’ariete, simbolo della Redenzione, che il giovanetto abbraccia e della pelliccia su cui lo stesso è seduto, ci fa supporre che Caravaggio abbia voluto dipingere San Giovanni Battista. Infatti, se il mantello sotto la pelliccia è il simbolo di Cristo, la pelliccia ricorda proprio San Giovanni. Inoltre, la posa del santo che abbraccia come un fratello l'ariete, si può intendere che Caravaggio volesse sottolineare l'importanza del Battista, precursore e quasi fratello (più che cugino) del Cristo.
Invece, alcuni critici nel definire la tela “Pastor friso” o “Giovane ignudo”, hanno sottolineato l’atmosfera disincantata e allegra che emana dalla composizione che, per questo, sembrerebbe richiamare la mitica Arcadia, abitata da pagani, più che un San Giovanni Battista che predicava e meditava in Giudea.
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