San Francesco in Meditazione
Olio su tela - 128×97 cm
Di questa tela ne esistono due esemplari. Il
primo è quello trovato nella
chiesa di San Pietro a Carpineto Romano, in provincia di Roma (oggi in deposito
alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma ), il secondo è quello situato nella Chiesa di
Santa Maria della Concezione dei Cappuccini situata nel cuore dell’Urbe, in via
Veneto.
I risultati diagnostici e l'analisi
stilistico-iconografica propendono per una autografia del dipinto di Carpineto
Romano. In questo vi sono chiari pentimenti visibili ai raggi X,
mentre in quello della chiesa dei Cappuccini a Roma, non ve ne sono ;
inoltre vi sono altri particolari differenti che favorirebbero la tela di
Carpineto: la corda del saio, ad esempio, in questo è ben definita nella trama,
certamente studiata dal vero, mentre quella dei Cappuccini è resa da una sola
pennellata semplificatrice.
Insomma, la tela autografa sarebbe quella di Carpineto Romano, mentre quella dei Cappuccini dovrebbe essere una copia da mercato, realizzata, sotto la supervisione dell'artista, da collaboratori con interventi del maestro.
Per alcuni
studiosi la data di esecuzione del dipinto “San
Francesco in meditazione” (quello di Palazzo Barberini) , si collocherebbe intorno al
1606, quando Caravaggio, in fuga da Roma dopo l’assassinio di Ranuccio
Tommasoni, si rifugia presso i feudi Colonna, vicini a quelli degli
Aldobrandini, committenti dell’opera.
Uno dei problemi caravaggeschi più scottanti, anche per le implicazioni economiche e di prestigio che ne derivano, è quello dei “doppi”, cioè quadri tra loro pressoché identici di cui però uno è l’originale e l’altro (o gli altri) è replica (se di mano dell’autore stesso) o copia (se prodotto da altri: seguaci, imitatori, ecc.).
Nel dipinto ciò che colpisce l'osservatore è la figura del santo che osserva in modo sofferente il teschio e ha il volto provato. Il suo saio presenta vistosi e realistici buchi e toppe. Il misticismo contraddistingue la realizzazione, gli elementi del paesaggio e dell'atmosfera sono ridotti al minimo dall'artista per far sì che l'attenzione del l'osservatore sia completamente assorbita dal santo in linea con i principi della controriforma.
Il frate si trova davanti ad un tronco segato su cui posa una croce fatta di due semplici assi. Nel dipinto la luce che illumina il santo evidenzia delle tonalità rossastre e bluastre che indicano come il santo avvertisse i rigori dell'inverno e il gelo dentro la grotta. Sulla testa del santo vediamo una sottile aureola che è piuttosto rara nei dipinti di Caravaggio.

Nessun commento:
Posta un commento