venerdì 9 febbraio 2024

San Giovanni Battista - Galleria Nazionale d'Arte Antica - Palazzo Corsini

 

San Giovanni Battista

Olio su tela - cm 94 x 131


La tela si suppone sia entrata a far parte della collezione Corsini (risulta la prima volta in un inventario della medesima del 1808) a seguito del matrimonio tra Bartolomeo Corsini e donna Felice Barberini nel 1758.

Si è a lungo dubitato dell’autografia di questo dipinto, sebbene esistano altre versioni dello stesso soggetto realizzate da Caravaggio in maniera piuttosto simile.

San Giovanni, seduto, guarda verso sinistra appoggiando il peso del tronco sul braccio destro mentre quello sinistro, piegato, riposa con la mano poggiata sul ginocchio. Questa particolare posizione, ha fatto pensare che il Caravaggio si sia ispirato al Galata Morente, bronzo greco riprodotto in marmo a Roma e che oggi si trova ai Musei Capitolini.

Il rosso del mantello è di un tono spento come anche non rifulge il bianco del drappeggio che cinge San Giovanni. Il suo sguardo , che è in realtà celato allo spettatore , è come perso, sovrappensiero, in un momento d’abbandono.

Anche i simboli sono ridotti al minimo: sparita la pelle di cammello, si intravede appena uno dei due bracci della croce alla fine della canna. Il santo ha accanto una ciotola ed alle spalle, dall’oscurità, emergono le sagome di tronchi. Forse cipressi. Il tronco è colpito dalla luce e non mostra certo né le forza né la muscolatura di altri famosi quadri di Caravaggio

Probabilmente, Michelangelo Merisi voleva rappresentare proprio questo: la solitudine e la sofferenza dell’eremitaggio dove le privazioni inducono in san Giovanni Battista un momento di stanco abbandono.


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