La Madonna dei pellegrini
olio su tela - 260×150 cm
La prima cappella della navata sinistra della Chiesa di Sant’Agostino è la Cappella della Madonna di Loreto, famosa per ospitare uno dei massimi capolavori del Caravaggio, la "Madonna dei Pellegrini", dipinta tra il 1603 e il 1604.
Le figure circondate dall'oscurità risaltano nella loro pienezza e drammaticità: ai piedi di una giovane madre appoggiata allo stipite di una casa povera, sono umilmente in ginocchio due pellegrini vestiti di stracci a mani giunte in segno di adorazione e gioia nel vedere le due dolci figure. Il bambino investito di spalle dalla luce rivolge loro lo sguardo come la mamma e tende la mano in segno di benedizione.
L'opera venne
commissionata al Caravaggio dal notaio bolognese Cavalletti per essere
posizionata nella cappella di famiglia, ma quando il dipinto fu esposto al
pubblico “ne fu fatto dai preti e da' popolani estremo schiamazzo”. Secondo
alcuni studiosi l'opera suscitò scalpore perché il Caravaggio utilizzò, come
modella per la Madonna, tale Maddalena Antognetti, detta Lena, che varie fonti
indicano come prostituta, altre come amante dello stesso Caravaggio. Proprio a
Lena è legato uno dei vari episodi violenti legati al grande artista: sembra,
infatti, che Lena avesse posato per il Caravaggio contro la volontà del notaio Mariano
Pasqualone, spasimante della donna, e che questi avesse insultato la madre di
Lena per averla ceduta “ad uno scomunicato e maledetto”.
Il carattere litigioso e violento dell'artista non si smentì neanche in questa circostanza tanto che a piazza Navona aggredì il Pasqualone con una scure, fatto questo che lo costrinse prima a chiedere asilo, per qualche tempo, proprio nella chiesa di S. Agostino e poi a fuggire a Genova. Probabilmente non fu la presenza di Lena nel dipinto a destare scalpore, bensì gli “umili pellegrini”, raffigurati con la pelle rugosa, gli abiti sdruciti ed i piedi piagati e sudici per il faticoso viaggio, nonché la cuffia della donna, anch'essa sporca e rovinata che andava contro i canoni non solo dell'arte del tempo, ma anche, e specialmente, di quelli derivanti dal Concilio di Trento.
Nella
"Madonna dei Pellegrini", Caravaggio si distingue per la sua capacità
di unire la spiritualità religiosa con la rappresentazione realistica della
vita quotidiana, trasmettendo un messaggio universale di compassione e umanità.
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